Winifred, Siegfried e gli altri Wagner a Bayreuth, sotto l’ala del nazismo (di Ildebrando Ferrario)

Da una conferenza tenuta l’8 maggio 2012 presso la “Associazione Amici del Loggione del teatro alla Scala di Milano”

La storia comincia da Cosima Liszt, maritata Bülow e poi Wagner, che sopravisse di ben 47 anni al secondo marito, dal 1883 al 1930. Donna assai colta, fu sempre legata appassionatamente al ricordo di Richard. Dopo la cui morte si battè perché l’annuale Festival di Bayreuth potesse continuare a esistere, raggiungendo il suo scopo anche tramite l’aiuto di importanti personaggi di tutta Europa, coi quali fu in costanti rapporti epistolari e personali

Cosima cedette nel 1908 la direzione del Festival di Bayreuth al trentanovenne figlio Siegfried.

In seguito, nazionalista e antisemita com’era, ella fu ben lungi dal rifiutare l’ideologia del nascente movimento nazista. A detta di sua figlia Eva, Cosima era molto affezionata al di lei marito, Huston Stuart Chamberlain, filosofo e scrittore, teorico della superiorità della razza ariana.

In famiglia, Cosima fu sempre  molto autoritaria.

Siegfried mantenne la Direzione del Festival sino all’anno della propria morte, che coincise con quello della morte della madre.

Nato a Triebschen nel 1869, Siegfried Wagner morì a Bayreuth nel 1930; a 61 anni. Era il più giovane dei tre figli di Richard e Cosima. Aveva infatti due sorelle: Isolde, nata nel 1865, quando Cosima era ancora ufficialmente moglie di Bülow, ed Eva, nata due anni dopo.

Mentre Isolde non entrò in alcun modo nella storia dell’intesa fra i Wagner e il nazismo, Eva sposò Chamberlain (morto nel 1927), che fu, come ripeto, un teorico razzista; tanto che Hitler, non ancora Führer, presenziò al suo funerale.

La formazione musicale di Siegfried si svolse dapprima a Francoforte, da Engelbert Humperdinck, Direttore del Conservatorio di quella città, poi a Bayreuth, da musicisti come Julius Kniese, e Felix Mottl, il primo, direttore del coro e il secondo, direttore d’orchestra, nel Festival.

Compose le sue 18 opere (fra le quali 3 incompiute), scrivendone anche i libretti, dall’età di 29 anni fino ad un anno prima della sua morte.

Queste opere trattano svariati argomenti, da quelli fiabeschi, a quelli storici, a quelli a sfondo sentimentale, a quelli drammatici.

Oltre alle opere, Siegfried compose numerosi lavori orchestrali.  Fra di essi, ricordo la particolare vicenda della composizione “Der Fahnenschwur” (“Il giuramento alle bandiere”), che risale al 1914, per grande orchestra e coro maschile su versi di un poeta tedesco vissuto a cavallo fra il ‘700 e l’ ‘800, versi che danno in esclamazioni nazionaliste come “Giurate sulla Patria! Giurate sulla gloria degli antenati, sulla probità tedesca, sulla libertà della Germania,………!”. Siegfried dedicò questa composizione “all’esercito tedesco e ai suoi Führer in perenne gratitudine” (Führer.cioè condottieri) .

Curiosamente, negli anni ’40 esponenti del Reich, forse lo sesso Joseph Goebbels, ministro della Propaganda, la ripescheranno e la faranno eseguire in occasione di un compleanno di Hitler, in una interpretazione arbitraria, come se fosse stata dedicata al loro Führer. E’ possibile ascoltare brani di opere e di musica sinfonica di Siegfried al computer, cercando, in Google, sia “Siegfried Wagner”, sia “Siegfried Wagner You Tube”, sia anche “Siegfried Wagner “Der Kóbold” (che è il titolo di una sua opera). Musica che non ha nulla della musica di Richard Wagner. Secondo Lowell Liebermann, noto musicologo statunitense, essa evidenzia “la meticolosa conoscenza e l’amorosa frequentazione del repertorio operistico italiano, di Verdi in particolare”. Ma mi pare che evidenzi anche, ovviamente, la conoscenza della musica operistica europea, anche non italiana, dell’epoca.

Richard Wagner, morto nel 1883, quando Siegfried aveva 14 anni, non aveva potuto assistere né alla formazione musicale del figlio, né ad alcuna delle sue composizioni. Nel 1915 (a 46 anni) Siegfried, sette anni dopo l’assunzione della Direzione del Festival, sposò Winifred Williams, allora diciassettenne, che era rimasta orfana all’età di due anni e, dopo affidamenti a varie famiglie, era stata adottata da un lontano parente della madre, il pianista tedesco Karl Klindworth, che era stato in buoni rapporti con Richard Wagner. Fu questo padre adottivo che insegnò a Winifred ad apprezzare Richard e la sua musica, prima che lei conoscesse Siegfried. E fu lui che presentò Winifred a Cosima. Cosima la prese subito in simpatia, e bastò questo, naturalmente, per fare andar tutto bene alla giovane aspirante alla mano di Siegfried.

Winifred era snella: non aveva ancora assunto quei caratteri corporei “matronali” che avrebbe assunto in seguito (per poi perderli nella vecchiaia). Siegfried era di bassa statura, come suo padre. Nei 15 anni di matrimonio (dal ‘15 al ‘30), i due avevano formato una coppia… singolare, nella quale il marito era più anziano della moglie di ben 28 anni. Nella vita familiare, la protagonista fu sempre la forte Winifred; mentre Siegfried la seguiva…; o la lasciava fare.

Nel ‘23 Winifred, che aveva 25 anni ed era sposata da otto anni con Siegfried, era già ammiratrice di Hitler. Infatti: nel novembre del ’23 era fallito il colpo di stato di Monaco, e Hitler, che aveva 34 anni, era stato imprigionato nel carcere di Landsberg. Winifred gli mandò pacchi di cibo, e la carta sulla quale lui potè scrivere il famigerato libro Mein Kampf (“La mia battaglia”). Il futuro Führer uscì di prigione nel ‘24, e diede vita a quel periodo di grande attività politica (sua e dei suoi… degni collaboratori), durante il quale il suo partito, detto Partito Nazional-Socialista dei Lavoratori Tedeschi (NSDAP), avrebbe via via guadagnato la fiducia della popolazione, e nel ‘33 sarebbe, legalmente (!), salito al potere. Come Winifred, anche Hitler ammirava, in qualche modo, la musica di Wagner, ma la contaminò, facendone la colonna sonora delle manifestazioni naziste. Siegfried, non era né antisemita, né filonazista. Claudio Casini, il noto musicologo, in un articolo su “La Repubblica” del dicembre 1991, scrisse quanto segue. …”A un certo punto Hitler cominciò a premere su Winifred e Chamberlain perché non venissero invitati a Bayreuth artisti ebrei. Ma si ribellò Siegfried Wagner, che scrisse: ‘Se gli ebrei sono disposti a collaborare, hanno un merito doppio, dato che mio padre li ha attaccati e offesi, nei suoi scritti. Avrebbero tutte le ragioni per detestare Bayreuth’ ”.

E l’ineffabile Goebbels scrisse sul suo diario, nel 1928:

“Siegfried è un cane vigliacco, che si prostra davanti agli ebrei!”

Inoltre, nel 1930 Siegfried invitò a dirigere a Bayreuth il sessantatreenne Arturo Toscanini, ormai antifascista, e antinazista. Va però detto che la fama del Maestro era tale, che tutti i Wagner filonazisti, Winifred per prima, finirono con l’essere ben lieti di averlo con loro. Toscanini diresse a Bayreuth il 22 luglio del ‘30 “Tannhäuser”, e il giorno successivo “Tristano”, con messe in scena dello stesso Siegfried. Il quale non potè assistere alle due rappresentazioni, perché era in ospedale, colpito da infarto miocardico; e il 4 agosto morì. L’anno dopo il Maestro fu ancora a Bayreuth, dove diresse una ripresa del “Tannhäuser”.

Nonostante che Goebbels, in seguito a una pubblica protesta di Toscanini contro l’antisemitismo dei nazisti, avesse nel ’33, fatto proibire la vendita dei suoi dischi nei territori del Reich, l’ammirazione per Toscanini a Bayreuth non si spense. Tanto che nello stesso ’33, su richiesta di Winifred, lo stesso Hitler invitò per iscritto il Maestro a dirigere di nuovo nel Festspielhaus. Ma Toscanini si guardò bene dall’accettare l’invito. E a Bayreuth non si fece più vedere. Nel ’38, poi, anno delle leggi razziali in Italia, emigrerà negli Stati Uniti

Ma torniamo a Siegfried, e poi a Winifred.

Di Siegfried è in commercio una biografia, scritta da Peter Pachl, poliedrico artista, nato a Bayreuth nel ‘53, che vanta un formidabile curriculum, spaziante dalla musicologia, alla drammaturgia, alla regìa operistica ed altro; ed è fondatore della Associazione Internazionale Siegfried Wagner, che ha sede a Bayreuth.

Il libro, pubblicato nel 1988, è intitolato: “Siegfried Wagner. Genie im Schatten” (ovvero

”Siegfried Wagner, Genio nell’ombra”). Siegfried si era trovato all’ombra di suo padre, come Salieri a quella di Mozart e Schubert a quella di Beethoven. Ma Pachl, a parte quel libro, ha scritto dei saggi per conto dell’Associazione Internazionale Segfried Wagner. In uno di essi, egli annota che la musica di Siegfried fu giudicata positivamente non solo da compositori che come lui componevano musica “tonale”, come Saint-Saens e  Humperdinck, ma anche da Arnold Schönberg, che nel 1912, su una rivista musicale scrisse: “Il figlio di Richard Wagner è stato vittima di una pedantesca pregiudiziale, secondo cui egli non viene giudicato nel suo valore intrinseco, ma in nome di una presunta legge di natura. Si pretende infatti che un grande uomo non possa generare un grande figlio, – benché Johann Sebastian Bach abbia avuto due grandissimi figli -, e benché Siegfried Wagner sia un artista più profondo e originale di molti che oggi sono famosi”. Così scrisse Schönberg, come riportato da Peter Pachl. Da notare che nel 1912 Siegfried aveva 43 anni, mentre Schönberg ne aveva 38 e Hitler soltanto 23: doveva ancora andare a militare! Quindi, Hitler e Siegfried erano ancora  molto lontani fra loro, e la musica di Schönberg non era ancora stata dichiarata, in Germania, “entartete Kunst” (cioè “arte degenerata”).

Morti Cosima e Siegfried (1930), la trentatreenne Winifred si trovò padrona assoluta del Festival.

Hitler era entrerà poi, col tempo, in un rapporto intimo con lei, tanto da diventare ospite abituale di villa Wahnfried, e da essere considerato quasi un padre per i di lei figli. Hitler aveva fatto a Winifred proposte di matrimonio, pensando che sposare la nuora di Richard Wagner avrebbe dato dei vantaggi alla propria carriera politica. Ma Winifred rifiutò, dicendosi però disposta ad accettare solo dopo che lui fosse salito al potere (Mah!, avrà fatto i suoi calcoli…). Ma una volta divenuto Führer, fu lui a ritirarsi in buon ordine. Fra l’altro, nel ’32 aveva dato inizio alla sua relazione con  Eva Braun, che sarebbe durata fino alla morte di entrambi.

Comunque, Winifred continuò a frequentare costantemente Hitler e i suoi…”apostoli”: soprattutto Goebbels.

Costui teneva sotto stretto controllo tutta l’attività musicale tedesca, tramite un organismo da lui creato, detto Reichsmusikkammer (ovvero Camera Musicale del Reich). Ma dopo la morte di Siegfried, Winifred si accorse subito che le era difficile gestire da sola il Festival. Priva com’era di una formazione musicale, aveva bisogno, per lo svolgimento delle sue funzioni, di essere affiancata da una persona competente, che le stesse accanto e fungesse da direttore artistico.

Aveva a portata di mano, a Bayreuth, il quarantacinquenne Furtwängler, che nel ’31 era direttore artistico del Festival. Ma questi rifiutò. Winifred si rivolse allora al cinquantenne Heinz Tietjen, di origine marocchina, buon direttore d’orchestra e regista di teatro d’opera, allora  direttore del “Teatro Prussiano” di Wiesbaden (e godeva dei favori di Göring). Winifred lo fece direttore artistico del Festival nello stesso ‘31.

Come fa notare Peter Pachl (ancora in uno scritto per l’ Associazione Internazionale Siegfried Wagner), Tietjen aprì Bayreuth a cantanti di prim’ordine, come Frida Leider e Herbert Janssen. Inoltre, nel ‘33 e nel ’34, Tietjen chiamò a Bayreuth, a dirigere “Parsifal”, il settantenne Richard Straus, che in quel tempo era Presidente proprio della Camera Musicale del Reich, prima di esserne esautorato, nel ’35, da Goebbels; la causa dell’espulsione fu l’intercettazione, da parte della Gestapo (la polizia segreta del Reich) di una sua lettera, indirizzata a  Stefan Zweig, suo amico, e librettista della sua opera “Die schweigsame Frau” (“La Donna taciturna”), nella quale lettera aveva espresso un giudizio negativo sulla situazione musicale in Germania; con l’aggravante che Zweig era ebreo!

Winifred, nonostante la sua passione per Hitler,  finì col convivere con Tietjen, a Bayreuth.

Il rapporto che si instaurò fra costui e i quattro figli di lei diventati dei giovani adulti, fu diverso, rispetto a quello che costoro avevano con Hitler. Dicevano di non amare Tietjen. Non provavano comunque per lui quel coinvolgimento affettivo che provavano per Hitler. E in quell’ambito…  familiare, Tietjen si comportava con le giovani Friedelind e Verena in modo, diciamo così…, poco paterno.

Le meno rigide nei confronti di Tietjen furono proprio Fridelind e Verena. Wieland lo detestò sempre. In quanto a Wolfgang, la sua avversione poi si stemperò, tanto è vero che finirà, qualche anno dopo la guerra, a collaborare a Berlino con Tietjen, direttore della Deutsche Oper dal ’48 al ’59.

Nel 1939 Wieland aveva indossato la divisa militare, pronto a partire per il fronte; ma ne fu esonerato per ordine del Führer. (Invece il fratello Wolfgang, allora ventenne, prese parte alla campagna del ‘39, e tornò presto dalla Polonia, gravemente ferito). Hitler, nonostante la presenza di Tietjen, aveva sempre continuato a frequentare villa Wahnfried,  e ad apprezzare moltissimo Winifred, coltivando rapporti affettuosi con i di lei figli. E continuò a sostenere finanziariamente il Festival nei periodi di crisi economica, e a frequentare, ben accetto, il Festspielhaus, per lo più col codazzo di suoi fedelissimi, come Goebbels, Göring, Hess; e anche Robert Ley. Quest’ultimo, focoso nazista e accanito antisemita, era il capo di quella specie di dopolavoro (quello che in Italia è il CRAL, cioè Circolo Ricreativo Aziendale per i Lavoratori), chiamato allora in Germania Kraft durch Freude (cioè Forza tramite la gioia, ovvero La gioia fa la forza). Ley finirà suicida prima dell’inizio del processo di Norimberga, nel quale era fra gli altri imputati.

Dal canto suo, Winifred si mise sempre a disposizione di Hitler, anche per incombenze di ordine politico, sempre inneggiante, verso la fine della guerra, all’immancabile vittoria finale. Winifred ebbe in regalo da Hitler le partiture originali, scritte a mano da Richard Wagner, dell’ “Oro del Reno” e della “Walchiria”. Queste partiture andarono perdute alla fine della guerra.

Ma oltre ad esse, esistevano anche quelle delle “Fate”, del “Divieto d’amare” e del “Rienzi”, e altri analoghi documenti autografi di Wagner relativi al “Sigfrido” al “Crepuscolo” e all’ “Olandese”. Questa informazione fu data da Winifred stessa ad Albert Speer, quando questi era ancora in auge come architetto di Hitler.

Dopo la guerra, tutti quei documenti (di inestimabile valore) sparirono. Si pensava fossero stati coinvolti nella catastrofe finale. Ma nel 2006, ecco un colpo di scena: l’attuale Direttore dell’Archivio Nazionale Richard Wagner di Bayreuth, Sven Friedrich, ha affermato: a)  che quei documenti non erano nel bunker dove Hitler morì, ma probabilmente nella sua villa sulle Alpi salisburghesi; b) che potrebbero forse esserci ancora; negli Stati Uniti, o in Italia. Friedrich non ha però resa nota la fonte dalla quale ha tratto questa congettura.La passione di Winifred per Hitler non si spense mai, e mai fu sconfessata, come lei dichiarò in una lunga intervista, fattale cinque anni prima della sua morte.

In uno dei brani di questa intervista Winifred raccontò che, dopo la guerra, in colloqui con le amiche, anche loro filonaziste, quando si riferiva a Hitler lo chiamava con l’acronimo di copertura USA: “Unser seliger Adolf”(cioè “Il nostro beato Adolf).

Dopo il crollo del Terzo Reich nel ‘45, Winifred venne sottoposta a un processo di denazificazione ed esclusa dalla guida del Festival. Dopo aver messo in evidenza i lati “negativi” di Winifred, ho ritenuto opportuno cercare se abbia presentato anche dei lati ”positivi”. Come si legge nel libro di Brigitte Hamann  Winifred Wagner oder Hitlers Bayreuth, nel ‘37, durante le visite di Winifred all’ospedale nel quale si trovava il figlio Wieland, affetto da una sindrome polmonare, Winifred conobbe Betty Steinlein, una bambina di tre anni iposviluppata, affetta da varie patologie, appartenente a una assai povera famiglia di contadini. Sicuramente lodevole fu la spontanea adozione della piccola da parte di Winifred, che la portò a vivere, per sei anni, a Bayreuth, nella villa “Wahnfried”; le prestò delle amorevoli cure, e con l’aiuto di personale sanitario, la risanò. Poi la dovette rendere alla famiglia, che ne aveva bisogno come forza di lavoro. Betty divenne una donna robusta, si sposò con un certo signor Weiss, e non mancò di andare più volte a Bayreuth a far delle visite a Winifred, insieme alla figlia.

Più problematico è attribuire a completa lode di Winifred la sua attività nel corso della guerra ’39 -’45, attività che le permise, con l’avallo di Hitler, di evitare la morte nei campi di sterminio a un notevole numero di ebrei. Si trattava per lo più di suoi amici musicisti, conoscenti, oppure di  persone che a lei si raccomandavano, fra le quali lei sceglieva a suo piacimento quelle da beneficiare. E nel frattempo… la strage degli ebrei continuava a essere in pieno svolgimento.

Ildebrando Ferrario

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Fonti

 Libri

Lorenzo Lorusso – Orfeo al servizio del Führer  ed. L’Epos, 2008

Brigitte Hamann – Die Familie Wagner  ed. Rowohlt, 2005.

Brigitte Hamann – Winifred Wagner oder Hitlers Bayreuth  ed. Piper, 2002.

Peter P.Pachl – Siegfried Wagner, Genie im Schatten  ed. Langen Müller, 1998

Gottfried Wagner  – Il crepuscolo dei Wagner  ed. Il Saggiatore, 1997

Cosima Wagner – La mia vita a Bayreuth 1883/1930. ed. Rusconi, 1982

Hans Meyer – Richard Wagner a Bayreuth  ed. Einaudi, 1976

Albert Speer – Diari segreti di Spandau… (a pag.122)  ed. Mondadori, 1976

Joachim Fest – Hitler. Una biografia  ed. Rizzoli, 1973

 

Documentari in televisione

SKY: Canale History

RAI: La Storia siamo noi

 

Internet su computer

Google

Wikipedìa

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Opere di  Siegfried Wagner

(Delle opere qui segnate con tre asterischi esistono esecuzioni su CD)

1)    Der Bärenhäuter (Il rivestito di pelle d’orso)  1898. ***

2)    Herzog Wildfang (Il duca “piccola peste”)  1900.

3)    Der Kóbold (Il folletto)  1903.  ***

4)    Bruder Lustig (Il fratello Allegro)  1904.  ***

5)    Sternenangebot (Il comandamento delle stelle)  1906. ***

6)    Banadietrich (Dietrich selvaggio)  1909.  ***

7)    Schwarzschwanenreich (Il reame del cigno nero)  1910.  ***

8)    Sonnenflamme (Fiamme solari)  1912.   ***

9)    Der Heidenkönig (Il Re pagano)  1913.   ***

10) Der Friedensegel (L’angelo della pace)  1914. ***

11) Allem ist Hütchen Schuld (La colpa di tutto è Cappellino)  1915.

12) Der Schmied von Marienbug (Il fabbro di Marienburg)  1920. ***

13) Rainulf und Adelasia (Rainolfo e Adelasia)  1922.  ***

14) Die heilige Linde (Il tiglio sacro)  1927. ***

15)  Das Flüchlein das Jeder mitbekam (La piccola maledizione che ognuno ha ricevuta in dote) 1929.

16) Das Liebesopfer ( Il sacrificio d’amore) incompiuta  1928.

17) Walamund (Valamondo) incompiuta  1928.

18) Wahnopfer (Sacrificio folle) incompiuta  1928.

 

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